[Articolo] Modificare il registro di sistema in Windows

Oggi parliamo del registro di Windows, e in quali modi è possibile modificarlo (con particolare attenzione agli script reg e batch).

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Oggi parliamo del registro di Windows, e in quali modi è possibile modificarlo (con particolare attenzione tramite gli script).

Da wikipedia, il registro di sistema “è una base di dati in cui sono custodite le opzioni e le impostazioni di un sistema operativo di tipo Microsoft Windows, e di tutte le applicazioni installate. Il concetto di registro di sistema è strettamente legato alla logica dei sistemi operativi Microsoft, che conservano tutte le proprie impostazioni in un numero ristretto di file.” Dunque, è quella porzione del sistema operativo in cui sono custodite tutte le impostazioni più importanti del sistema, e con le quali è fondamentale fare attenzione.

Vediamo adesso come possiamo apportare modifiche a tale registro, che possono essere manuali oppure automatiche, nel caso in cui usassimo degli script per automatizzare le operazioni.

Il caso più semplice è quando dobbiamo modificare una chiave di registro  o comunque un numero ridotto di chiavi. In tal caso possiamo farlo direttamente aprendo il registro con il comando REGEDIT. Per aprire l’editor premere i tasti WIN+R, che comporterà l’apertura di questa finestra:

Run, window, command, Windows, start, launch, open

Adesso, dobbiamo inserire il comando REGEDIT, e ci verrà mostrato il registro di sistema, all’interno del quale possiamo ricercare la chiave/chiavi di nostro interesse.

E’ anche possibile modificare le chiavi di registro usando il comando REG, richiamabile dal prompt dei comandi (CMD), e la sua sintassi è consultabile con “REG /?”.

Per modificare le chiavi di registro tramite script invece ci sono 2 modi:

  1. Script di tipo reg, con estensione .reg.
  2. Script batch, con estensione bat.

Uno script di tipo reg, è un file che ha estensione di sistema .reg, ed è un file testuale che deve contenere necessariamente chiavi di registro. Un particolarità che con un file .reg non possiamo cancellare singoli valori ma solo le chiavi, a differenza di un file batch.  Inoltre, con un file reg non riceveremo errore se qualcosa dovesse andare storto durante la sua esecuzione, mentre con un file batch ci verrà restituito sempre un errore in caso di qualche problema

Passando alla sintassi che deve avere un file reg, vediamo che è necessario mettere tra le quadre [] il percorso della posizione di registro da modificare e nella riga dopo il nome della chiave tra apici doppi, quindi il carattere uguale (=), il tipo di valore , il carattere dei due punti (:) , ed infine il valore della chiave. E’ un’eccezione il tipo stringa, per cui non è necessario specificare il tipo ed è invece sufficiente inserire tra apici doppi il valore stesso. Vediamo un elenco delle varie possibilità:

  • “Valore”=”stringa” per i valori di tipo REG_SZ
  • “Valore”=dword:stringa per i valori di tipo REG_DWORD
  • “Valore”=hex:stringa per i valori di tipo REG_BINARY
  • “Valore”=hex(2):stringa per i valori di tipo REG_EXPAND_SZ
  • “Valore”=hex(7):stringa per i valori di tipo REG_MULTI_SZ

Dunque, per i valori REG_SZ e REG_DWORD è pensabile inserire a mano i valori, mentre potrebbe diventare non proprio fattibile farlo per i valori REG_BINARY, REG_MULTI_SZ e REG_EXPAND_SZ.

Di seguito vediamo un esempio di file .reg:

Windows Registry Editor Version 5.00

[HKEY_CURRENT_USER\Control Panel\Desktop]

“MenuShowDelay”=”100”

“ForegroundFlashCount”=dword:00000003

“UserPreferencesMask”=hex:b0,12,01,80

[HKEY_CURRENT_USER\Software\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\User Shell Folders]

“AppData”=hex(2):25,00,55,00,53,00,45,00,52,00,50,00,52,00,4f,00,46,00,49,00,\

4c,00,45,00,25,00,5c,00,44,00,61,00,74,00,69,00,20,00,61,00,70,00,70,00,6c,\

00,69,00,63,00,61,00,7a,00,69,00,6f,00,6e,00,69,00,00,00

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SYSTEM\CurrentControlSet\Control\Session Manager\Memory Management]

“PagingFiles”=hex(7):45,00,3a,00,5c,00,70,00,61,00,67,00,65,00,66,00,69,00,6c,\

00,65,00,2e,00,73,00,79,00,73,00,20,00,33,00,38,00,34,00,20,00,35,00,31,00,\

Quanto appena visto si può anche scrivere in modo maggiormente leggibile con un file .bat nel seguente modo:

REG ADD “HKCU\Control Panel\Desktop” /t REG_SZ /v MenuShowDelay /d 100 /f

REG ADD “HKCU\Control Panel\Desktop” /t REG_DWORD /v ForegroundFlashCount /d 3 /f

REG ADD “HKCU\Control Panel\Desktop” /t REG_BINARY /v UserPreferencesMask /d b0120180 /f

REG ADD “HKCU\”Software\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\User Shell Folders” /t REG_EXPAND_SZ /v AppData /d “%USERPROFILE%\Dati Applicazioni” /f

REG ADD “HKLM\”SYSTEM\CurrentControlSet\Control\Session Manager\Memory Management” /t REG_MULTI_SZ /v PaginFiles /d “E:\pagefile.sys 384 512” /f

Faccio notare, che il parametro f alla fine di ogni riga sovrascrive le voci senza chiedere conferma.

roghan

[Pillola] Controllare quando è stato riavviato Windows

Spesso è utile sapere in che momento è stato riavviato un sistema operativo Windows , che sia un server o un sistema desktop. E’ possibile conoscere l’esatto momento in cui è avvenuto il riavvio guardando tra gli eventi di Windows.

Spesso è utile sapere in che momento è stato riavviato un sistema operativo Windows , che sia un server o un sistema desktop. E’ possibile conoscere l’esatto momento in cui è avvenuto il riavvio guardando tra gli eventi di Windows:

  1. (Windows Vista/7/8) Aprire Administrative Tools -> Event Viewer.
  2. (Windows 10) Cercare Events usando la barra di ricerca di sistema.
  3. Andare alla voce Windows Logs e selezionare System.
  4. Per sapere quando il sistema è stato spento, filtrare gli eventi in base al codice ID 6006. In realtà l’evento indica la chiusura del servizio “event log”, un servizio che viene chiuso poco prima dello shutdown effettivo del sistema.
  5. Per sapere invece quando il sistema è stato avviato, filtrare gli eventi secondo il codice ID 6005 (avvio del servizio “event log”).

Event log

roghan

[Articolo] L’indirizzo IP e la Rete

Ho deciso di scrivere un post che cercherà di spiegare cos’è un indirizzo IP e quale visibilità ha un dispositivo collegato a Internet rispettivamente dietro ad un modem, un router, e un firewall.

Difficoltà articolo (0->10): 3

Requisiti: nessuno in particolare.

Ho deciso di scrivere un post che cercherà di spiegare cos’è un indirizzo IP e quale visibilità ha un computer su Internet, dopo che molte volte mi sono state rivolte domande a riguardo. Buona lettura ;-).

Ogni dispositivo collegato ad Internet (computer, palmare, cellulare, …), e più in generale a qualsiasi rete, è dotato di un proprio indirizzo che lo identifica in modo univoco. Possiamo pensare ai cellulari: ogni cellulare ha un proprio numero univoco, e quindi diverso da tutti gli altri (anche se in realtà il numero viene assegnato alla scheda sim, ma questo è un altro argomento), e questo numero ha una struttura fissa composta da 10 numeri. E’ naturale pensare che non possano esistere due cellulari diversi con lo stesso numero X, altrimenti se entrambi fossero accesi e qualcuno volesse chiamare proprio il numero X cosa succederebbe? La rete telefonica non saprebbe a quale dei due cellulari inoltrare la telefonata! Quello che succede per i cellulari può essere paragonato ai computer e a Internet. Ogni computer, al momento che si collega ad una qualunque rete (sia su Internet che all’interno di una rete locale (LAN)), deve possedere un proprio indirizzo IP, assegnato dal suo Internet Service Provider – ISP (Alice, Tele2, Tiscali, …) ed avente la forma X.X.X.X, dove ogni X può essere un qualsiasi numero da 0 a 255 (con alcune eccezioni). Esempi di indirizzi IP sono 192.168.3.45, oppure 155.123.111.13, ma anche 2.3.4.5 è un indirizzo valido.

indirizzo_ip

Per conoscere il proprio indirizzo è possibile utilizzare un comando specifico da terminale. In caso di windows è necessario aprire il prompt dei comandi e digitare:

ipconfig

e tra i dati visualizzati si potrà vedere proprio l’indirizzo IP. Ovviamente facciamo attenzione a controllare la scheda giusta, se abbiamo più schede di rete all’interno del computer, e solitamente la scheda di rete è identificata come “Ethernet Adapter”, “LAN Adapter”, “Ethernet Wireless Adapter” nel caso di una scheda wireless, ecc. Ecco un esempio (l’indirizzo IP è 192.168.1.2, assegnato appunto alla scheda “Ethernet Adapter”):

ipconfig
ipconfig su Windows

Da notare che aggiungendo l’opzione /all al comando verranno visualizzate tutte le informazioni relative alla rete (server DNS, gateway, …).

Nel caso di Linux invece il comando da digitare all’interno della shell è:

# ifconfig

(per maggiori dettagli vedere l’articolo rete in Linux).

A questo punto, possiamo provare a controllare l’IP visibile da Internet attraverso uno dei tanti siti che si trovano in giro sul web, ad esempio www.ip-adress.com. L’indirizzo visibile sul sito non corrisponde a quello della macchina? Potrebbe essere così, perché c’è il trucco :-). Come ho scritto su, è vero che ogni computer collegato ad Internet riceve un indirizzo univoco, ma solo se questo è collegato direttamente alla Rete. Molto spesso invece un computer si trova dietro ad un router, come nei sistemi casalinghi, o addirittura all’interno di una LAN più o meno complessa e comunque sempre dietro ad un router e/o firewall, come nei sistemi aziendali dove i pc sono molti. Dunque, esistono due tipi di indirizzi IP: pubblici e privati. La figura mostra un esempio tipico di connessione, dove i singoli computer (PC1, PC2, PC2) sono collegati ad Internet attraverso un router. E’ possibile osservare che ogni computer ha assegnato un indirizzo IP privato, e poi tutti sono collegati allo stesso router (passando per un hub/switch) che funge da punto di contatto tra i pc e Internet. A questo punto è naturale pensare che al router venga assegnato un indirizzo IP pubblico, essendo l’unico punto visibile sulla Rete “esterna”.

topologia_rete
Topologia di una rete

Più in generale, ogni computer o dispositivo collegato direttamente ad Internet (come utilizzando un modem, e non un router!) avrà un indirizzo pubblico, altrimenti se è posto dietro ad un router/firewall avrà un IP privato, ossia visibile solo nella rete locale. I motivi per cui viene assegnato un IP diverso ai computer che si trovano dietro ad un router sono molteplici:

  • utilizzando un router è possibile collegare ad Internet un elevato numero di computer o in più in generale dispositivi, altrimenti per ognuno servirebbe un modem diverso. Inoltre il numero di dispositivi collegati ad Internet sta aumentando sempre più, e poiché il numero totale dei possibili indirizzi IP è limitato (ricordiamo la struttura X.X.X.X, con numero massimo 255 per ogni X), un po’ come le targhe delle macchine, ai computer dietro ad un router vengono assegnati degli indirizzi privati, ossia non visibili da Internet. Ciò significa che due computer diversi, che si trovano dietro a router diversi, possono avere lo stesso indirizzo IP privato;
  • i computer collegati ad Internet attraverso un router risultano anche più protetti, in quanto solo il router risulterà visibile sul web, ma non i computer dietro ad esso e con gli indirizzi privati.

Un’altra precisazione, per chi non sapesse la differenza tra modem e router… Il modem (contrazione di modulator-demodulator) è un dispositivo che traduce i dati inviati da un solo computer in modo tale da trasmetterli sulla Rete, quindi un dispositivo un po’ stupido che esegue solamente questo compito. Quindi se avessimo 10 computer da collegare ad Internet avremmo bisogno di 10 modem. Un router invece è una sorta di “mini-computer”, che non solamente trasmette i dati a/da Internet, ma che ha in genere molte altre funzionalità, tipo quella di firewall (per la protezione dalle intrusioni esterne), di access point (per la creazione di una rete wireless), e la possibilità di collegare ad esso più computer. Quindi con un router è possibile collegare ad Internet un numero elevatissimo di dispositivi, ovviamente in base al tipo e qualità del router. Ci possono essere router casalinghi, da poche decine di euro (TP-Link, Netgear, …), o router professionali dal costo di migliaia di euro (Cisco, Juniper, …). Per maggiori approfondimenti (oltre alla consueta wikipedia):

roghan

Errore in Windows: “A system shutdown is in progress”

Difficoltà articolo (0->10): 5

Mi è capitato qualche giorno fa di dover riavviare un server da remoto, ma per qualche motivo il processo di reboot non è andato a buon fine e il sistema operativo è rimasto in esecuzione e in stallo. Questo è successo molto probabilmente perché il sistema operativo non è stato in grado di chiudere una delle tante applicazioni in esecuzione rendendo di fatto impossibile il processo di riavvio.

Come consuetudine avevo lanciato il riavvio da command line in questo modo:

shutdown /r /t 60

ho atteso un bel po’, pensando che la chiusura di qualche applicazione avesse richiesto più tempo del dovuto. Invece il sistema operativo non si è riavviato, restando con tutti i servizi/applicazioni in esecuzione. Provando a lanciare nuovamente il comando di riavvio ho ricevuto questo errore:

A system shutdown is in progress.(1115)

Questo messaggio di errore indica che il sistema operativo ha ricevuto correttamente il comando di reboot ma è impossibilitato ad eseguirlo nonostante il processo sia iniziato. Inoltre in questo stato non c’è garanzia che tutti i servizi siano attivi e funzionanti correttamente perché il processo di reboot potrebbe aver già stoppato alcune applicazioni. Dunque è bene prestare attenzione in questo caso se il server è in produzione, e potremmo voler tentare un riavvio forzato.

Per risolvere la situazione di stallo è necessario chiudere l’applicazione winlogon, e questo può essere fatto facilmente usando l’utility PsKill della Sysinternals in questo modo:

pskill -t \\computername winlogon

Incrociate le dita… et voilà, il sistema verrà sbloccato e si riavvierà all’istante!

Per il download dell’applicazione PsKill possiamo usare il seguente link:

roghan

VBA e problemi di visualizzazione dei numeri decimali in Excel

Spesso ho necessità di utilizzare piccoli script VBA per eseguire determinate operazioni su Excel, a volte operazioni anche su numeri. Purtroppo è facile con Excel fare confusione quando si lavora con i numeri, difatti un numero può essere rappresentato in modo differente a seconda delle proprie impostazioni. Ad esempio un numero può essere rappresentato nei seguenti modi: […]

Spesso ho necessità di utilizzare piccoli script VBA per eseguire determinate operazioni su Excel, a volte operazioni anche su numeri. Purtroppo è facile con Excel fare confusione quando si lavora con i numeri, difatti un numero può essere rappresentato in modo differente a seconda delle proprie impostazioni. Facciamo un po’ di chiarezza :-).

Innanzitutto uno stesso numero può essere rappresentato con varie notazioni:

  • 1000,123
  • 1000.123
  • 1.000,123

supponendo che il numero effettivo sia 1000 con parte decimale 123. In questo caso le varie notazioni internazionali possono rappresentarlo in vari modi come ad esempio 1.000,123 dove il punto indica le migliaia e la virgola la parte decimale.

Il problema può essere gestito in due modi usando Excel:

  1. nel caso in cui si lavori unicamente con Excel (senza usare VBA), è sufficiente configurare correttamente le opzioni di Excel.
  2. nel caso in cui utilizziamo script VBA o macro, che esportano ad esempio i dati su file ed effettuano manipolazione sui numeri, bisogna controllare invece le impostazioni del sistema operativo.

Vediamo il primo caso. Come ho scritto, nel caso in cui si lavori unicamente con un foglio Excel e NON ci sia la necessità di esportare dati tramite VBA, gli unici parametri importanti per la configurazione di punto/virgola si trovano all’interno delle opzioni di Excel.

excel_options
Opzioni avanzate di Excel.

A seconda delle proprie necessità possiamo configurare punto o virgola come separatore per i numeri decimali, così come per le migliaia.

Nel secondo caso, in cui usiamo VBA per esportare i dati (ad esempio elaborare/esportare i dati di uno sheet Excel in un file txt) entrano in gioco le impostazioni del sistema operativo. Questo vuol dire che i numeri esportati all’esterno di Excel potrebbero avere una notazione diversa da quella configurati in Excel stesso. Ad esempio:

  1. in Excel abbiamo il numero 1000,123
  2. VBA esporta il numero prelevato da una cella Excel come 1000.123

Potrebbe avvenire una “conversione” di questo tipo se sono configurate male le impostazioni di “Region and Language” di Windows. Dunque controlliamo la nostra configurazione all’interno del pannello di controllo, come visibile in figura.

region_and_language

region_and_language_window

Dunque apriamo “Additional settings“, controlliamo i separatori configurati per decimali e migliaia (Digit grouping), ed eventualmente modifichiamoli.

Region_and_language_additional_settings

Matteo

Controllare quando è stato riavviato il sistema in Windows

Spesso è utile sapere in che momento è stato riavviato un sistema Windows , che sia un server o un sistema desktop. E’ possibile conoscere l’esatto momento in cui è avvenuto il riavvio guardando tra gli eventi di Windows. Gli step da seguire sono i seguenti: […]

Spesso è utile sapere in che momento è stato riavviato un sistema Windows , che sia un server o un sistema desktop. E’ possibile conoscere l’esatto momento in cui è avvenuto il riavvio guardando tra gli eventi di Windows. Gli step da seguire sono i seguenti:

  1. aprire Administrative Tools -> Event Viewer;
  2. andare alla voce Windows Logs e selezionare System;
  3. filtrare gli eventi in base al codice ID 6006, che indica lo shutdown della macchina. In realtà l’evento indica la chiusura del servizio “event log”, un servizio che viene chiuso poco prima dello shutdown del sistema;
  4. filtrare invece gli eventi secondo il codice ID 6005 per sapere quando il sistema si è avviato (avvio del servizio “event log”).

Event log

roghan

Aggiungere eseguibili alla variabile d’ambiente PATH in Windows

In Windows può essere utile richiamare dal command prompt (cmd) un eseguibile direttamente con il nome del file, anziché dover specificare il nome assoluto della directory. Ad esempio il programma nmap (nella versione attuale 6.25) non viene installato all’interno del sistema e pertanto è necessario scompattare la sua directory in qualche posizione come la seguente: […]

In Windows può essere utile richiamare dal command prompt (cmd) un eseguibile direttamente con il nome del file, anziché dover specificare il nome assoluto della directory. Ad esempio il programma nmap (nella versione attuale 6.25) non viene installato all’interno del sistema e pertanto è necessario scompattare la sua directory in qualche posizione come la seguente:

C:\Program Files\nmap-6.25

In questo caso il software può essere richiamato dalla console solamente posizionandosi all’interno della directory e digitando nmap.exe in questo modo

cmd_nmap

Se vogliamo invece eseguire il software da qualunque posizione dobbiamo modificare le variabili d’ambiente:

set PATH=C:\dir;%PATH%

ricordando però che questa modifica è temporanea e valida solo per quel command prompt (sessione).

Per rendere effettiva la modifica dobbiamo andare in Computer->Properties->Advanced->Environment Variables e aggiungere la voce come in figura sotto.

set_exe_in_path

roghan

[Articolo] Il comando netstat in Windows: come interpretare le connessioni

Analizziamo oggi il comando netstat, uno dei principali comandi per fare troubleshooting delle reti in ambiente Windows e per controllare quali connessioni sono stabilite.

Vediamo i 5 casi di utilizzo più importanti e da tenere sott’occhio. […]

Difficoltà articolo (0->10): 6

Analizziamo oggi il comando netstat, uno dei principali comandi per fare troubleshooting delle reti in ambiente Windows e per controllare quali connessioni sono stabilite.

Vediamo i 5 casi di utilizzo più importanti e da tenere sott’occhio.

1 – Lista connessioni e porte in ascolto: netstat -an

Questo è il caso più semplice di utilizzo del comando che elenca tutte le connessioni comprese quelle attive (stato ESTABLISHED), e quelle con una porta in ascolto (stato LISTENING). L’opzione n non è essenziale, ma è secondo me utile perché effettua un DNS lookup andando a mostrare indirizzo IP al posto di ogni hostname. I possibili stati in cui una connessione può trovarsi sono quelli mostrati nella tabella seguente.

Stato Descrizione
CLOSED Indica che il server ha ricevuto dal client un messaggio ACK e la connessione è chiusa.
CLOSE_WAIT Indica che il server ha ricevuto dal client il primo FIN e la connessione è in fase di chiusura.
ESTABLISHED Indica che il server ha ricevuto dal client un SYN e la sessione è stata stabilita.
FIN_WAIT_1 Indica che la connessione è ancora attiva ma al momento non è usata e verrà chiusa.
FIN_WAIT_2 Indica che il client ha ricevuto l’ACK del server, dopo che il server ha ricevuto il primo FIN dal client.
LAST_ACK Indica che il server sta per inviare il proprio messaggio FYN.
LISTENING Indica che il server è in ascolto e pronto ad accettare una nuova connessione.
SYN_RECEIVED Indica che il server ha ricevuto il SYN inviato dal client.
SYN_SEND Indica che la connessione è attiva.
TIME_WAIT Indica che la connessione è in fase di chiusura, ma è ancora attiva.
screen_netstat1
netstat -an

Tutti zero nella colonna “Foreign” significa che ancora non ci sono indirizzi remoti, e pertanto la linea rappresenta un servizio in ascolto. Nel momento in cui un servizio riceve una connessione in ingresso, allora verrà stabilita una nuova connessione e dunque verrà mostrata una linea specifica all’interno della lista di connessioni.

Su questo sito si trova un’ottima spiegazione degli stadi e delle transizioni nel protocollo TCP, e il diagramma mostrato è veramente ben fatto:

TCP-StateTransitionDiagram-NormalTransitions

2 – Fully qualified domain name: netstat -f

Con questo parametro il comando mostra il nome intero (FQDN) di ogni indirizzo IP, risolvendolo internamente o se possibile esternamente.

netstat -f
netstat -f

3 – Tabella di routing: netstat -r

L’opzione permette di mostrare la tabella di routing del sistema, ed è l’analogo del comando route print.

netstat -r
netstat -r

4 – Processo per ogni porta: netstat -aon oppure nestat -b

In questo modo per ogni porta aperta nel sistema vengono elencati lo stato e l’identificativo del processo (PID) che ha aperto la porta. L’opzione b è migliore perché mostra direttamente l’eseguibile del processo in esecuzione ma richiede i permessi di amministratore per poter essere eseguita.

netstat -aon
netstat -aon

5 – Statistiche di rete: netstat -s -p IP

Mostra le statistiche di rete relative al livello 3, ossia IP. E’ possibile in questo modo vedere eventuali errori o problemi di connessione.

netstat -s -p IP
netstat -s -p IP

Sono utili anche la possibilità di mantenere la lista aggiornata ad un certo intervallo (ad esempio ogni 5 secondi):

nestat -an 5

e quella di salvare l’output del comando in un file:

netstat -an >> C:\connections_list.txt

roghan

Convertire csv in xls/xlsx con Excel

In questo articolo vedremo come convertire un file csv, in cui i dati sono generalmente separati da un separatore (virgola, 2 punti, punto e virgola), in un file Excel xls/xlsx e con i dati correttamente suddivisi in colonne. Le istruzioni seguenti si riferiscono alla versione inglese di Excel. […]

In questo articolo vedremo come convertire un file csv, in cui i dati sono generalmente separati da un separatore (virgola, 2 punti, punto e virgola), in un file Excel xls/xlsx e con i dati correttamente suddivisi in colonne. Le istruzioni seguenti si riferiscono alla versione inglese di Excel.

Per prima cosa selezionare il tab Data, quindi la colonna interessata (ad esempio la colonna A), e poi “Test to Columns“, come visibile nella seguente figura.

screen1

Dobbiamo poi seguire i passi degli screenshot seguenti, selezionando “Delimited

screen2

specificando poi il delimitatore degli elementi (il modo in cui gli elementi sono separati nel file csv), che in genere è la virgola o il punto e virgola

screen3

La finestra precedente mostra anche un’anteprima del risultato finale.

Dunque dobbiamo indicare il formato delle celle destinazione (lasciamo tranquillamente il formato generale).

screen4

Il risultato finale sarà quello visibile nella seguente figura.

screen5
Risultato finale.

Come ultimo step dobbiamo salvare il file in formato xls/xlsx se vogliamo un file conforme agli standard di Excel.

Matteo aka roghan

[Pillola] Convertire decimali da virgola a punto in Excel

In Excel è possibile rappresentare i decimali sia con la virgola che con il punto. Per fare ciò i passi sono i seguenti (versione inglese di Excel):
Andare in File -> Options -> Advanced;
Deselezionare l’opzione “Use system separators”;
Impostare in “Decimal separator” il punto “.” se si vuole usare il punto come separatore, o “,” se si vuole la virgola;
automaticamente tutti i valori decimali all’interno del foglio Excel aperto saranno convertiti alla rappresentazione specificata.

In Excel è possibile rappresentare i decimali sia con la virgola che con il punto. Per fare ciò i passi sono i seguenti (versione inglese di Excel):

  1. Andare in File -> Options -> Advanced;
  2. Deselezionare l’opzione “Use system separators“;
  3. Impostare in “Decimal separator” il punto “.” se si vuole usare il punto come separatore, o “,” se si vuole la virgola;
  4. automaticamente tutti i valori decimali all’interno del foglio Excel aperto saranno convertiti alla rappresentazione specificata.

Ecco uno screenshot:

Link ufficiale Microsoft per approfondimenti:

roghan